L'enigma della sicilianità nei "miniminagghi" con Alfio Guzzetta







Due nuovi appuntamenti a dicembre con il collettivo "Terre forti"


Si conferma la riscoperta dell'identità e delle “radici” l'elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato nove anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Ecco due appuntamenti dicembrini per la stagione 2016/17 dell'associazione, tornata convintamente ad un programma “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio.



Sabato, 10 dicembre, alle 19.30 nella prestigiosa location dell'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania, ecco “Supira ‘n munti, supira ‘n tanti – ‘a miniminagghia” (Quando i nostri nonni raccontavano attorno alla conca)

Letizia Tatiana Di Mauro, Alfio Guzzetta, Linda Guarnaccia

«Quello era il tempo delle nostre radici e che oggi sta sfuggendo anche ai ricordi – spiega il fondatore di Terre forti, Alfio Guzzettala nostra storia, la storia della Sicilia, è pregna di tradizioni. Da sempre, la nostra isola è stata il crocevia, il crogiolo di una miriade di culture diverse. Già i Fenici, ma anche prima, popoli diversi hanno dato il loro fondamentale contributo alla formazione della nostra cultura, e questa non va dimenticata perché rappresenta il nostro essere...».


«“Supira ‘n munti, supira ‘n tanti” – prosegue l'attore e regista librineseè miniminagghia e la miniminagghia è parte essenziale ed emblematica di quest’anima. Essa ne compendia tutti gli aspetti, sia sociali che poetici. Dimenticarcene sarebbe un danno anche per il nostro futuro».

In scena, a fianco dello stesso Guzzetta, ritroviamo Letizia Tatiana Di Mauro e Linda Guarnaccia, già viste con l'apprezzato “Tempiana” che verrà riproposto sabato 17 dicembre alle 21 al Castello Ursino nell'ambito delle iniziative “Natale in città” promosse dal Comune di Catania.

“…Ma certi siri ‘i ‘mmernu - jautru ca fistinu -
stavumu tutti muti, attornu ô z’u Pippinu.
‘A conca misa ô menzu, ‘a pipa ca fumava,
e, comu pircantatu, ‘u tempu si firmava.
Cuntava cosi antichi di streghi e cavaleri
‘nta modu ca pareva ch’erunu propriu veri.
Centu cavaddi ‘i ventu, ogniunu ‘mmaginava
ccû ‘a fantasia, fuscagghia, ca ‘n ciumi trascinava.
E n’abbastava chissà ppi jessiri cuntenti:
si scanusceva ‘u troppu, ni saziava ‘u nenti!

Il percorso della stagione di Terre forti proseguirà con poi con altri appuntamenti con la tradizione siciliana: “Mi votu e mi rivotu, l’ottava siciliana” (Il canto e la poesia nella tradizione popolare siciliana) e “Chiddi d’arreri ô cannizzu” (Le Parità Morali dei nostri villani). Ma non mancheranno gli appuntamenti con gli spettacoli teatrali: per marzo è previsto “Un giornalista all'inferno”, scritto da Santo Privitera, mentre a giugno sul palcoscenico vedremo “Aracneide – storie di giustizia negata”, opera di Alfio Guzzetta.

La quota per assistere a “Supira ‘n munti, supira ‘n tanti” è di 8 euro, e prevede una degustazione offerta dalla Tea Room dell'Herborarium Museum – Officina Dinamica di Cultura e Gusto.

Sicilia Giornale è Media Partner dell'evento


Fonte: Ufficio Stampa Terre forti
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