Con "All'uscita" una riflessione pirandelliana sull'esistenza




A Catania un evento sull'intenso testo del Nobel di Porto Empedocle

Nasce da un percorso laboratoriale, coordinato da Letizia Tatiana Di Mauro ed Alfio Guzzetta, l’interessante incontro che avrà luogo domani, domenica 4 giugno alle 19 all'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania, su “All’uscita” di Luigi Pirandello. Testo emblematico, di quelli che maggiormente pongono l’autore girgentano nell’alveo della psicanalisi con la proposizione di temi esistenziali. Ad apparirvi, inseme alla stessa Di Mauro, ecco Michael Castorina, Alessia Costa, Mario Guarnera e Grazia Longo. 
Ecco come una nota descrive l’appuntamento in programma domani:
«All'uscita di un cimitero s'incontrano dei morti che, abbandonati i loro corpi in disfacimento nelle tombe, prima di scomparire del tutto, riflettono tra loro su quello che furono in vita e sul legame di sentimenti e di risposte che ancora attendono. 
L'uomo grasso aspetta d'incontrarsi con la moglie che l'ha tradito in vita mentre il filosofo attende di avere le risposte alle domande che lo hanno travagliato. 
Quand'ecco che arriva la moglie dell'uomo grasso che, ridendo come una pazza, annuncia di essere stata uccisa dal suo amante. La stridula risata della donna s'interrompe alla vista di un morticino che mangia una melagrana. 
Passa vicino all'uscita del cimitero una contadina: questa viva ma dall'aspetto di morti.
I morti, in qualche modo hanno ricevuto le loro risposte.
Rimarrà soltanto il filosofo che continuerà a interrogarsi e a ricercare una valida risposta all’enigma dell’esistenza. 
Assunto difficile, molto ricco di temi esistenziali e filosofici, questo testo, e pregno del travaglio pirandelliano. In esso si incontrano e si scontrano due visioni che sembrano contrapporsi ma che sono manifestazioni dello stesso animo. Da un lato sembra che si ridicolizzi la realtà, sostenendo che essa è semplicemente apparenza, dall’altro si mostra un attaccamento viscerale, quasi edonistico, alle emozioni che, invece, questa regala.
Nella messa in scena abbiamo cercato di rendere visibile questo scambio di pensiero, creando una sorta di osmosi tra i personaggi che nell’arco della rappresentazione si alterneranno nei due ruoli del ragionamento. 
Fattore legante di questo passaggio, sarà un bastone, una sorta di testimone che renderà visibile la fusione dei due pensieri in un unico crogiolo, manifestazioni, appunto, della stessa anima, e che, alla fine, rimarrà inerte sul palcoscenico, come unico elemento reale».
Il percorso della stagione di Terre forti proseguirà poi con appuntamenti con la tradizione siciliana come “Chiddi d’arreri ô cannizzu” (Le Parità Morali dei nostri villani), e con gli spettacoli teatrali: per il 5 e 6 agosto al Castello Ursino di Catania è previsto “Aracneide – storie di giustizia negata”, opera di Alfio Guzzetta.


Fonte: Ufficio stampa Terre forti
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