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"Miniminagghi": perle di cultura contadina




Un evento dedicato agli enigmi in Lingua Siciliana all'Officina GammaZ di Catania

Si conferma la riscoperta dell'identità e delle “radici” l'elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato dieci anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Numerosi gli appuntamenti per la stagione 2016/17 dell'associazione, tornata convintamente ad un programma “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio. 

Domani, sabato 18 febbraio, alle 19.30 nella suggestiva location dell'Officina GammaZ di via San Calogero 29, nei pressi del “pozzo di Gammazita”, ecco “Supira ‘n munti, supira ‘n tanti – miniminagghi” (Quando i nostri nonni raccontavano attorno alla conca). 




Con "Terre forti" le favole di Domenico Tempo arrivano all'Officina GammaZ

Ancora un viaggio nella sicilianità e nella Catania di una volta: approdano all'Officina GammaZ di via San Calogero 29, nei pressi del “pozzo di Gammazita”, le Favole di “Micio” Tempio. Geniale autore per troppo tempo relegato alla sua, pur brillantemente provocatoria, produzione erotica, Domenico Tempio è tra le punte di diamante della letteratura siciliana, capace di rendere al siciliano tutta la sua dignità di lingua, purtroppo da tempo disconosciuta al pari del sagace e completo poeta e scrittore. E la riscoperta dell'identità e delle “radici” è proprio elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato dieci anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. In questo indirizzo si pone quindi l'apprezzato “Tempiana”,
che verrà riproposto sabato 21 gennaio alle 19.30 all'Officina GammaZ di Catania. Primo appuntamento per la stagione del decennale dell'associazione Terre forti, fondata nel 2007 da Alfio Guzzetta, rifattasi “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio mediante le produzioni che da tempo la contraddistinguono e le garantiscono i favori del pubblico. Ed ecco proprio le Favole tempiane nel cuore della Catania di Tempio, così descritto da un eminente studioso: «L’insoddisfazione, il disagio, la fame, la rivolta, ma anche la voluttà soddisfatta e l’intorpidimento dionisiaco, sono i motivi autobiografici da cui trae alimento la poesia tempiana. Egli è ignorato dalle storie letterarie […] sconosciuto alla gran parte degli studiosi…». 



Sabato 17 dicembre alle 21 in scena il recital “Tempiana” nel maniero federiciano

Un tuffo nella sicilianità e nella Catania di una volta: quale miglior connubio potrebbe esserci di quello tra i suggestivi ambienti del Castello Ursino e le Favole di “Micio” Tempio? Geniale autore per troppo tempo relegato alla sua, pur brillantemente provocatoria, produzione erotica, Domenico Tempio è tra le punte di diamante della letteratura siciliana, capace di rendere al siciliano tutta la sua dignità di lingua, purtroppo da tempo disconosciuta al pari del sagace e completo poeta e scrittore. E la riscoperta dell'identità e delle “radici” è proprio elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato nove anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. In questo indirizzo si pone quindi l'apprezzato “Tempiana”, che verrà riproposto sabato 17 dicembre alle 21 al Castello Ursino nell'ambito delle iniziative “Natale in città” promosse dal Comune di Catania.
Appuntamento festivo per la stagione 2016/17 dell'associazione rifattasi “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio mediante le produzioni che da tempo la contraddistinguono e le garantiscono i favori del pubblico. Ed ecco proprio le Favole tempiane nel cuore della Catania di Tempio, così descritto da un eminente studioso: «L’insoddisfazione, il disagio, la fame, la rivolta, ma anche la voluttà soddisfatta e l’intorpidimento dionisiaco, sono i motivi autobiografici da cui trae alimento la poesia tempiana. Egli è ignorato dalle storie letterarie […] sconosciuto alla gran parte degli studiosi…».






Due nuovi appuntamenti a dicembre con il collettivo "Terre forti"


Si conferma la riscoperta dell'identità e delle “radici” l'elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato nove anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Ecco due appuntamenti dicembrini per la stagione 2016/17 dell'associazione, tornata convintamente ad un programma “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio.



Sabato, 10 dicembre, alle 19.30 nella prestigiosa location dell'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania, ecco “Supira ‘n munti, supira ‘n tanti – ‘a miniminagghia” (Quando i nostri nonni raccontavano attorno alla conca)

Letizia Tatiana Di Mauro, Alfio Guzzetta, Linda Guarnaccia

«Quello era il tempo delle nostre radici e che oggi sta sfuggendo anche ai ricordi – spiega il fondatore di Terre forti, Alfio Guzzettala nostra storia, la storia della Sicilia, è pregna di tradizioni. Da sempre, la nostra isola è stata il crocevia, il crogiolo di una miriade di culture diverse. Già i Fenici, ma anche prima, popoli diversi hanno dato il loro fondamentale contributo alla formazione della nostra cultura, e questa non va dimenticata perché rappresenta il nostro essere...».





Non solo audaci versi erotici: Domenico Tempio è autore siciliano di seminale importanza - a Catania parte un ciclo di recital per riscoprire lui e la Sicilia più autentica


Geniale autore per troppo tempo relegato alla sua, pur brillantemente provocatoria, produzione erotica, Domenico Tempio è tra le punte di diamante della letteratura siciliana, capace di rendere al siciliano tutta la sua dignità di lingua, purtroppo da tempo disconosciuta al pari del sagace e completo poeta e scrittore. Ma la riscoperta dell'identità e delle “radici” è elemento portante dell'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato nove anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Ed inizia proprio con le favole di Micio Tempio la stagione 2016/17 dell'associazione, che torna convintamente ad un programma “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio. La prima messa in scena di “Tempiana” avrà luogo sabato, 19 novembre, alle 19.30 nella prestigiosa location dell'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania. Proprio nel cuore della Catania di


Tempio, così descritto da un eminente studioso: «L’insoddisfazione, il disagio, la fame, la rivolta, ma anche la voluttà soddisfatta e l’intorpidimento dionisiaco, sono i motivi autobiografici da cui trae alimento la poesia tempiana. Egli è ignorato dalle storie letterarie […] sconosciuto alla gran parte degli studiosi…»


 Tempio è tra coloro che più hanno contribuito alla produzione poetica del Settecento illuministico: è uno dei più grandi poeti che merita di essere “ripulito” da quella immeritata polvere di aneddotica salace che lo ha condannato ad una cultura da osteria. Questo è dichiaratamente lo scopo di Terre forti: contribuire a fare conoscere Micio Tempio, riconsegnandolo a quella dimensione “altra” in cui merita di essere collocato.



Un percorso che parte dalle sue Favole, che ben compendiano il suo pensiero e il suo valore artistico, e che si sviluppano in quel momento storico che ha vissuto l’Illuminismo, la Rivoluzione francese e la Restaurazione, ponendosi con la giusta ironia e visione critica. 



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