Nella sala consultazione della biblioteca sita a Catania in via Naumachia 18/b si parlerà del Centro Antiviolenza Thamaia
Nuovo appuntamento con i libri e le riflessioni sulla società contemporanea alla Biblioteca Navarria Crifò di Catania in via Naumachia 18/b. Tema purtroppo costantemente in cima alle cronache, la violenza di genere e sui minori è ciò che contrasta quotidianamente il Centro Antiviolenza Thamaia, la cui quotidianità è narrata in “Sorellanza. La vita in un centro antiviolenza”, edito da Villaggio Maori Edizioni.
Domani, sabato 28 marzo alle 18.00, ne parleranno
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Silvia Rapisarda, Pastora delle Chiese Valdese e Battista di Catania;
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Marica Longo, Curatrice del volume;
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Vita Salvo, attivista del Centro Antiviolenza Thamaia;
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Maria Angela Chisari, socia dell'associazione Thamaia.
Quindici donne si raccontano, parlano delle insicurezze e dei timori dell’adolescenza, raccontano l’evoluzione delle loro vite, fra personale e politico, descrivono il loro impegno professionale. Tutto come se fossero occupate in una riunione di autocoscienza femminista. Sono le operatrici del Centro antiviolenza Thamaia che dal 2001, a Catania, sta a fianco di donne e minori che subiscono maltrattamenti.
Raccontano il lavoro su se stesse e raccontano il lavoro con le donne che si rivolgono al Centro per uscire dalla violenza, e c’è un fil rouge che accomuna molte di queste testimonianze: l’essere state bambine ribelli, insofferenti all’autorità fin da piccole, sofferenti inconsapevoli di patriarcato.
Ognuna di loro, per descrivere il proprio percorso, parte da sé, dalla pratica femminista, dal desiderio di cambiare lo stato delle cose. Così hanno imparato a volersi bene, ad accettare il proprio corpo, a solidarizzare con altre donne, a lottare contro il maschilismo e il patriarcato imperanti nelle famiglie di origine, a dare un senso alla politica delle donne per le donne.
Ingresso libero.
Le attività della Biblioteca Navarria Crifò sono sostenute dall’Otto per mille della Chiesa Valdese.






