A Catania un evento sull'intenso testo del Nobel di Porto Empedocle

Nasce da un percorso laboratoriale, coordinato da Letizia Tatiana Di Mauro ed Alfio Guzzetta, l’interessante incontro che avrà luogo domani, domenica 4 giugno alle 19 all'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania, su “All’uscita” di Luigi Pirandello. Testo emblematico, di quelli che maggiormente pongono l’autore girgentano nell’alveo della psicanalisi con la proposizione di temi esistenziali. Ad apparirvi, inseme alla stessa Di Mauro, ecco Michael Castorina, Alessia Costa, Mario Guarnera e Grazia Longo. 
Ecco come una nota descrive l’appuntamento in programma domani:
«All'uscita di un cimitero s'incontrano dei morti che, abbandonati i loro corpi in disfacimento nelle tombe, prima di scomparire del tutto, riflettono tra loro su quello che furono in vita e sul legame di sentimenti e di risposte che ancora attendono. 
L'uomo grasso aspetta d'incontrarsi con la moglie che l'ha tradito in vita mentre il filosofo attende di avere le risposte alle domande che lo hanno travagliato. 
Quand'ecco che arriva la moglie dell'uomo grasso che, ridendo come una pazza, annuncia di essere stata uccisa dal suo amante. La stridula risata della donna s'interrompe alla vista di un morticino che mangia una melagrana. 
Passa vicino all'uscita del cimitero una contadina: questa viva ma dall'aspetto di morti.
I morti, in qualche modo hanno ricevuto le loro risposte.
Rimarrà soltanto il filosofo che continuerà a interrogarsi e a ricercare una valida risposta all’enigma dell’esistenza. 



A San Giovanni la Punta un ritratto dell'ultimo triennio di guerra nella provincia etnea

“Era il 1943 e la guerra era in pieno fermento. Già i primi bombardamenti avevano mietuto decine di vittime. La morte veniva dal cielo, per cui ogni probabilità di morire era evidente”. Si apre così “Dies Irae… Era il ‘43”, lavoro in due atti scritto da Davide Gullotta. Sabato 3 giugno alle ore 20.30 e domenica 4 giugno alle ore 18.30 al Teatro di via Ravanusa, 18 a San Giovanni La Punta andrà in scena un dramma in due atti studiato e realizzato su fatti realmente accaduti.
Sullo sfondo di una Catania devastata dai bombardamenti, si incontrano i Manetti Sortini, famiglia di nobili origini che trova rifugio nella dimora di campagna di San Giovanni La Punta. Ricoperti dalla patina antica dei film in bianco e nero, i personaggi si muovono all’interno di una scenografia volutamente spoglia ed essenziale, uno spazio in cui storie, confessioni e sentimenti si incontrano ed intrecciano, uno spazio in cui inoltre riaffiora il segreto del capofamiglia, il barone Clemente Manetti Sortini, un uomo che riuscirà finalmente dopo tanti anni ad affrontare gli errori del passato. Il lavoro, portato in scena dall’associazione teatrale “Sotto il Tocco” con il patrocinio del Comune di San Giovanni La Punta, si ispira all’Odissea di Guerra di Giuseppe Gullotta, il diario di bordo di un uomo che quella guerra l’ha vissuta in prima linea. Partendo da questo importante spunto di riflessione, “Dies Irae” ambienta le vicende in un periodo storico ben definito, quello che va dal 16 aprile 1943 al 2 giugno 1946, e con puntuale rigore storico evidenzia gli elementi che contraddistinsero la provincia di Catania degli anni ’40, attraverso i dialoghi dei personaggi è possibile ripercorre con la mente le polverose strade della città ricoperte dalle macerie, ed è possibile risentire l’eco di figure realmente esistite.

La donna, la Sicilia, la tradizione





Con Alfio Guzzetta e "Terre forti" a Catania si viaggia nelle emozioni: lo accompagnano Letizia Tatiana Di Mauro ed il cantautore Gregorio Lui

Alfio Guzzetta e Gregorio LuiAncora un viaggio nella tradizione per l'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato dieci anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. “Mi votu e mi rivotu suspirannu” è un viaggio sulla donna nella tradizione popolare siciliana: un recital che gioca con le emozioni fra poesia, recitazione e musica.
Domani, domenica 28 maggio alle 19.30 all'Herborarium Museum di via Crociferi 14/16/18 a Catania, ecco in scena Letizia Tatiana Di Mauro ed Alfio Guzzetta accompagnati alla chitarra e canto da Gregorio Lui:
Gregorio Lui
l’apprezzato cantautore è attualmente in tour musicale-letterario per promuovere l’opera multimediale “Cose di vento” che vede il suo omonimo album associato al nuovo romanzo dello scrittore Concetto Sciuto.

Ecco come una nota descrive il recital in programma domani:

Letizia Tatiana Di Mauro e Alfio Guzzetta«Uno spettacolo che rimanda alla scuola poetica e musicale siciliana più genuina ed autentica: “Mi votu e mi rivotu suspirannu” è un emozionante excursus sulla donna nella tradizione siciliana, che ne tratteggia gli aspetti, sia positivi che negativi, più intensi e caratteristici. “Mi votu e mi rivotu suspirannu” è, anche, un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia. Alberto M. Cirese ci dà una definizione esaustiva del termine cultura: “Il complesso delle attività e dei prodotti intellettuali e manuali dell’uomo-in-società, quali che ne siano le forme e i contenuti, l’orientamento e il grado di complessità o di consapevolezza, e quale che ne sia la distanza dalle concezioni e dai comportamenti che nella nostra società vengono più o meno ufficialmente riconosciuti come veri, giusti, buoni, e più in genere culturali”.




Con il talentuoso chitarrista jazz si conclude la fase invernale di "Fuorischema" alla Sala Magma di Catania

Si conclude alla Sala Magma di Catania, via Adua n. 3, con il concerto di sabato 27 (inizio alle ore 21) il ciclo primaverile di “Fuorischema 2017” che, presto, si trasferirà in altri siti per le attività estive.
Claudio Quartarone

Sarà un concerto in tono con l’intera programmazione che ha voluto frequentare, su progetto di Davide Sciacca, alcune fra le principali eccellenze siciliane; certamente, uno dei più attesi, visto che protagonista sarà Claudio Quartarone, chitarrista fra i più importanti del panorama jazzistico (e non solo) nazionale.

Con lui suonerà un altro giovane emergente, il contrabbassista Carmelo Venuto, con cui Quartarone ha stabilito un intrigante sodalizio, ispirato nel miscelare le sonorità della chitarra classica e del contrabbasso attraverso brani inediti e classici del Jazz.

Sul chitarrista Enrico Rava si espresso così: «Un chitarrista veramente incredibile… penso che non ho mai sentito in Italia uno così; si chiama Quartarone, viene da Catania, come Francesco Cafiso, quella zona sta dando musicisti mostruosi».

Malgrado la giovane età, è – appunto – considerato uno dei più grandi chitarristi (ma è anche non meno apprezzato compositore) italiani della sua generazione.

In viaggio con il Ten Strings Duo




Al Museo Archeologico Regionale il live della formazione di Marianatalia Ruscica e Davide Sciacca

Si prepara al nuovo tour estivo con alcune esclusive esibizioni nella natìa Sicilia il Ten Strings Duo, che approda domani, domenica 21 maggio alle 19.15, al Museo Archeologico Regionale di Gela. 

Una solida presenza nei cartelloni dei più importanti festivals e di rinomate locations nel Regno Unito, l’ensemble formato dalla violinista Marianatalia Ruscica e dal chitarrista Davide Sciacca non manca di regalare emozioni anche in Patria. Astri nascenti dello scenario musicale, hanno concluso nel 2016 il tour della consacrazione, culminato nell’esibizione per Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Dotata di grande sensibilità musicale, movenze fluide ed un repertorio vasto ed articolato, a scapito della giovane età, la pachinese Ruscica è tra le virtuose siciliane del violino più promettenti ed in vista. Condivide la popolarità, in specie oltreconfine, con il chitarrista Sciacca: pluripremiato strumentista nativo di Catania è “deus ex machina” di stimolanti progetti musicali, come per l’appunto il Ten Strings Duo, il Contemporary Recital ed il duo Testaì-Sciacca. A queste esibizioni alterna quelle da solista, che lo hanno visto esibirsi in prestigiose locations in patria ed all’estero.

La scaletta prevede brani di Celso Machado, Ferdinando Carulli, Gioacchino Rossini, Maximo Diego Pujol, Niccolò Paganini, Laurent Boutros ed Astor Piazzolla.

L'evento, organizzato dall'Associazione Amici della Musica “G.Navarra” di Gela del Presidente M° Crocifisso Ragona, nell’ambito della “Settimana della Cultura – Temi Mitici”, diretta dalla Prof.ssa Giusi Rinzivillo Ragona, è ad ingresso gratuito.

Qui di seguito il programma della serata ed il profilo dei due musicisti.



Lo spettacolo scritto da Santo Privitera e diretto da Alfio Guzzetta in scena a Catania

Torna sulle assi di un palcoscenico l'azione socioculturale di Terre forti, il collettivo artistico nato dieci anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell'arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. È una commedia il nuovo appuntamento della stagione 2016/17 dell'associazione, tornata convintamente ad un programma “nomade”, itinerante, con l'obiettivo di “contaminare” quanti più luoghi e contesti con il proprio messaggio. 

Dopo i molti appuntamenti con gli apprezzati recitals di Terre forti (che riprenderanno il 28 di questo mese con “Mi votu e mi rivotu”) ecco quindi un testo di ampio respiro, opera del noto scrittore e giornalista Santo Privitera. Autore che ben conosce l’editoria, e che questa critica con sagacia e sapienza. “Un giornalista all’inferno” narra di uno sfortunato – e “scomodo” – cronista alle prese con una “mission impossible”: intervistare nientemeno che il demonio!

Non è la prima volta che Belzebù fa capolino nelle regie del fondatore di Terre forti, Alfio Guzzetta (si pensi al gustoso “Il processo a Mao Tse Tung”, di prossima riproposizione), come anche il tema di un certo giornalismo perverso (ancora vivi gli echi della sua coraggiosa versione de “L’intervista” del giornalista anarchico Octave Mirbeau); non poteva quindi mancare alla proposta di Guzzetta e del suo collettivo un testo qui descritto in una nota:

«Marco è un giornalista scomodo. Per tale motivo il suo direttore, corrotto, vuole licenziarlo. Pensa di riuscirvi imponendogli una intervista a Satana. Marco, sbigottito, si ubriaca e cade in un sonno profondo. Si ritrova improvvisamente nella buca infernale, al cospetto di Satana e del suo fido segretario Filocrate. Marco, ripresosi dallo smarrimento, ne approfitta per fare la sua intervista. Intanto fervono i preparativi per il milionesimo matrimonio di Satana. 

L’ingresso in scena di Marika, la promessa e bella Satanessa, seguita dalla sua inseparabile damigella Alina, interrompe l’intervista. Tra lei e Marco sembra subito scoccare la scintilla dell’amore. Nel frattempo Satana è chiamato a giudicare le anime che scendono dalla terra. Marco e Marika restano soli e finiscono per dichiararsi reciprocamente innamorati.

L’azione continua tra festeggiamenti per l’imminente matrimonio, intervista e carrellata di anime, quando irrompe in scena il direttore del giornale per il quale Marco scrive. Scoppia il “finimondo”; si scatena…”l’inferno”. Come si concluderà la vicenda? Il detto recita “Tutto è bene quel che finisce bene”. Ma con il diavolo conviene fidarsi? 




Al Museo Archeologico Regionale l’evento musicale con Riccardo Angelo Strano e Davide Sciacca

Dopo l’applaudita “prima” di Catania alla Sala Magma, approda domani, sabato 20 maggio alle 19.15, al Museo Archeologico Regionale di Gela il “Counter Irish Project” del controtenore Riccardo Angelo Strano e del chitarrista Davide Sciacca

Affermato e baciato dai consensi di critica e pubblico, a scapito della giovane età, il catanese di nascita Strano si è laureato in Canto Lirico nel 2012 al Conservatorio Reale de L’Aia in Olanda. Il suo debutto operistico è avvenuto a soli 21 anni con l’opera “Agrippina” di Haendel, nel ruolo di Nerone, al Koninklijke Schouwburg (L’Aia, Olanda) ed al Teatro “Pavarotti” di Modena (Festival Grandezze&Meraviglie). Da allora è regolarmente invitato da teatri e festival di tutto il mondo.

Sempre più apprezzato, anch’egli oltreconfine, il chitarrista Sciacca: particolarmente popolare nel Regno Unito, dove nel 2016 è stato invitato ad esibirsi al cospetto di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Pluripremiato strumentista nativo di Catania è “deus ex machina” di stimolanti progetti musicali, come il Ten Strings Duo (che si esibirà domenica 21 maggio, sempre al Museo Archeologico Regionale di Gela), il Contemporary Recital ed il duo Testaì-Sciacca. A queste esibizioni alterna quelle da solista, che lo hanno visto esibirsi in prestigiose locations in patria ed all’estero.

Il “CIP” (Counter Irish Project) rappresenta la prima esperienza del neoformato duo nell’ambito della musica folk, dedicata al popolo irlandese e alla sua cultura: è un ampio ed affascinante itinerario nella musica folk irlandese, “evergreen” pur appartenendo al tempo “a cavallo” tra XIX e XX secolo. 

Ecco uno stralcio della presentazione del progetto: 

«Il Verde è il colore della Vita, intesa come linfa di fertilità, fermentazione, rinascita. Scaturisce dalla nuda Terra in un continuo rifluire di energia vitale. Tutti eravamo Verde, all’origine, e tutti ne faremo di nuovo parte. L’Irlanda ha assunto questo colore come elemento d’identità nazionale; lo si può scorgere ovunque, dalla bandiera al tipico copricapo di San Patrizio, dalle distese di erica al trifoglio simbolo dell’isola, dagli occhi degli autoctoni dai capelli rossi agli indumenti del “Piccolo Popolo” che abita nei boschi: gnomi e folletti, elfi e fate che vegliano su noi umani spesso insensibilmente avvizziti di fronte alla perfezione del pianeta di cui siamo ospiti».

La scaletta prevede anche alcuni brani eseguiti per chitarra sola, ed arrangiamenti originali del compositore siciliano Andrea Amici.

L'evento, organizzato dall'Associazione Amici della Musica “G.Navarra” di Gela del Presidente M° Crocifisso Ragona, nell’ambito della “Settimana della Cultura – Temi Mitici”, diretta dalla Prof.ssa Giusi Rinzivillo Ragona, è ad ingresso gratuito.

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