Lo scopo di "Officine Culturali" e di D'Agosta è stato quello di far dialogare due beni culturali: alcune vicende narrate dall'Odissea, pietra miliare della tradizione epica occidentale, e le cantine settecentesche del Monastero dei Benedettini, caratterizzate dalla roccia lavica del 1669.
Esse rappresentano un tesoro archeologico che per il suo fascino antico, che un po' richiama un paesaggio lunare, e per l'alone misterioso e cupo che lo contraddistingue, si presta splendidamente allo scenario infernale in cui si snodano le vicende narrate nel decimo e nell'undicesimo canto del poema omerico.





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