Ad Acireale "Una chitarra in frac": omaggio a Domenico Modugno


Al Cappellani Music Megastore il live di due chitarristi di prim'ordine

«Un viaggio musicale emozionante attraverso le più belle canzoni composte e cantate dal grande Domenico Modugno, riproposte in una nuova veste, in cui la maestria e la bellezza della sua voce riecheggiano attraverso le sei corde di una sola chitarra in una straordinaria
metamorfosi musicale tra amore e ironia»: così si presenta l'album "Una chitarra in frac" del concertista, compositore, autore e didatta pugliese Vito Nicola Paradiso, musicista che non necessita di presentazioni, essendo tra l'altro autore del bestseller "La chitarra volante", metodo di base più usato in Italia ed in altri paesi europei.
Ma, venerdì 29 marzo dalle 18, stavolta le corde non saranno "solo" 6: alla chitarra di Paradiso, per un atteso omaggio a Domenico Modugno, si aggiungerà quella di Salvatore Daniele Pidone. Tra i migliori interpreti della chitarra classica, il m° Pidone annovera nel suo curriculum numerosi tour mondiali (toccando Europa, nord e sud America e Sud Africa) oltre a collaborazioni con i più grandi nomi delle 6 corsi: oltre a quello dello stesso Paradiso, ecco Alirio Diaz, Senio Diaz, Eliot Fisk e Giulio Tampalini.
Location dell'evento, il Cappellani Music Megastore di via Lazzaretto 22 ad Acireale.
Non poteva esserci miglior connubio per celebrare l'arte di Mimmo Modugno: da un lato la terra d'origine, la Puglia, rappresentata da Paradiso (che delle musiche ha curato la trascrizione per chitarra), nativo di Santeramo in Colle (giusto poche decine di kilometri dalla modugnana Polignano a Mare); dall'altro, quella di approdo, la Sicilia di Pidone, di cui Modugno era tanto innamorato dall'averla considerata al pari della propria terra natìa (e talora, giocosamente, dichiarandola tale).
Ecco quindi un evento impedibile, così descritto nelle parole dello stesso m° Paradiso: «Cos’è un classico? È un immutabile brano, irrimediabilmente figlio del suo tempo, scolpito per sempre a chiare note nella storia e nella memoria di tutti. Anche se rimescolato in altri generi musicali o rielaborato con strumenti musicali diversi dall’originale, resta e resterà sempre un “Opera” frutto della genialità di chi l’ha inventata in una sorta di cristallizzazione eterna. A livello planetario, la canzone italiana è uno dei maggiori vanti della produzione musicale della nostra penisola.
In particolare i brani scritti e interpretati dal grande Domenico Modugno sono numerosi, di grande qualità e molto variegati: dalle classiche canzoni d’amore, alle canzoni spiritose e ironiche a quelle di carattere sociale cantate sia in italiano che nei vari dialetti del sud Italia. Infatti, lui amava definirsi: pugliese di nascita, Siciliano d’amore e Napoletano di adozione. La scelta di trascrivere questa serie di brani, risponde alla propensione della chitarra a proporsi anche da sola, come interprete credibile di questo repertorio musicale molto conosciuto e amato in ogni dove e rivisitato con gusto, sia nelle trovate strumentali utilizzate che nelle sapienti armonizzazioni.
Inoltre, la chitarra è sempre stato lo strumento musicale privilegiato con cui Domenico Modugno amava accompagnarsi nelle sue esilaranti performance.
Anche se in una scala sonora più ridotta, la chitarra, con la sua duttilità armonica, risulta essere lo strumento musicale che meglio fotografa l’aspetto orchestrale, in una nuova veste sonora che conferma la sua natura istrionica, fascinosa, intrigante, melanconica, dolce e virtuosistica, proprio come la voce del grande Domenico Modugno».

Scritto da: R.H.C. per Sicilia Giornale
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