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Abbiamo intervistato uno scultore che crea magiche opere usando le radici dell'ulivo

 

Enrico Panvini

Venanzio Panvini, classe 1930, è stato uno scultore di fama internazionale. È scomparso nel 2016, ma non senza lasciare un segno e un'eredità: il figlio, Enrico Panvini, ha ricevuto in dono la stessa passione del padre per l'arte, oltre che il talento. Ma oltre ad aver fatto tesoro degli insegnamenti del padre, ha creato uno stile tutto suo. È interessante vedere come l'amore per la scultura o per qualsiasi forma d'arte possa essere trasmessa alle generazioni future grazie al primo contenitore affettivo del bambino: la famiglia. Ed è affascinante sapere in quale modo, pur imparando da un mentore, un artista sceglie poi il suo percorso, il suo stile, trovando la sua voce interiore. Noi di "Sicilia Giornale" abbiamo voluto conoscere Enrico Panvini per tutte queste ragioni, e per conoscere la sua produzione artistica. Per questo lo abbiamo intervistato lo scorso 13 maggio nella sua casa di San Giovanni Di Galermo, quartiere storico sito nella periferia della città di Catania.

Viviana Giglia: l'arte di vivere [VIDEO]


Incantevole interlocutrice, vi proponiamo l'intervista all'educatrice e scrittrice licatese, attrice nel cast di "U scrusciu du mari"


Posso sostenere con serenità di essere un uomo ed un giornalista fortunato. Ho avuto l'opportunità di vivere esperienze appaganti ed arricchenti. In più, pur senza mai credere di aver "ormai visto tutto", non sono mancate e non mancano le sorprese.
Come quella di cui sto per dirvi.
Spesso mi sono chiesto come sarebbe stato (o come potrebbe essere, in parte degli esempi che sto per farvi) conoscere ed intervistare Django Reinhardt, Tony Iommi, Rick Allen.
Ebbene, conoscere ed intervistare Viviana Giglia è diverso, è più inatteso, è sorprendente, è piacevole. È bello.

 

A bordo della sua bicicletta l’atleta del bergamasco sta esplorando tutto il litorale siciliano, alla ricerca delle torri d’avvistamento anti-pirateria del XVI-XVII secolo




La Sicilia forziere di torri d’avviso, centinaia di silenti testimoni a guardia di una bellezza in parte definitivamente perduta. Disseminate un ogni angolo dell’Isola – soprattutto lungo il perimetro costiero ma anche all’interno – queste architetture hanno rappresentato per secoli un potente dissuasore contro le continue incursioni dei pirati e corsari “barbareschi” oltre che un efficace sistema di comunicazione con i loro “fani” sempre pronti a segnalare eventuali aggressori provenienti dal mare.

Superbi manufatti incastonati nel paesaggio siciliano che oggi vengono riscoperti grazie al periplo dell’Isola avviato da Ugo Ghilardi, che dalla cittadina di Nembro, nel bergamasco, è partito a bordo della sua bicicletta, facendo tappa presso ciascuna di queste meraviglie dell’architettura difensiva del XVI-XVII secolo.

Attraverso la video-intervista “UN SOGNATORE SU DUE RUOTE. Intervista a Ugo Ghilardi – L’Andata” curata da Lorenzo Mercurio, coadiuvato da Alessandra Gioè - in collaborazione con Impronta Magazine - Esperienzasicilia.it ha intervistato Ugo Ghilardi poco prima della sua partenza da Palermo, per iniziare la sua straordinaria avventura, non prima di aver incontrato il 24 maggio 2021 a Villa Niscemi il sindaco di Palermo Leoluca Orlando al quale ha donato copia del libro fotografico “Preghiera per Nembro” in segno di solidarietà tra il bergamasco – duramente colpito dal Covid-19 - e la Sicilia che si appresta a scoprire attraverso la linea costiera punteggiata dalle sue antiche torri d’avviso.
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